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   Itinerari -> natura -> frigido -> trota fario

Trota Fario

(Salmo Trutta Fario)

specie autoctona


Ordine: Clupeidi

Famiglia: Salmonidi

Dimensioni: fino a 1,5 kg.





si ringrazia apuana spinning

per il materiale fornitoci

www.apuanaspinning.it

Corpo allungato, elegante, snello, muscoloso, tipico del forte nuotatore. La testa è grossa e possente, robusta. Nel periodo della riproduzione al maschio si allunga la mascella inferiore (rostro o becco) accentuando il dimorfismo sessuale. La bocca è grande e armata da molti dentini appuntiti presenti anche sul palato e sulla lingua. Caudale forte e robusta. La livrea è inconfondibile: dorso scuro, fianchi grigi o giallastri, ventre bianco. Su tutto il corpo è presente una massiccia puntinatura (i bolli) blu e rossa.

Dove vive: In torrenti, laghi e fiumi dalle acque pulite e ricche di ossigeno, insidiandosi in un proprio territorio che difende da ogni intrusione. Si è constatato che la biomassa di questa specie non supera perlopiù un massimo di alcuni grammi per metro quadrato, talché il territorio di un soggetto di notevoli dimensioni può risultare assai esteso. A parità di ogni altra condizione il territorio individuale tende ad essere tanto più ristretto quanto più il fondo è accidentato e quindi limita la visione tra un individuo e l’altro.

Regime alimentare: E’ molto vario, dipendendo esso anzitutto del tipo di ambiente acquatico in cui la trota vive, quindi dal momento stagionale e dallo stadio di accrescimento in cui l’individuo si trova. La base alimentare della trota è costituita da invertebrati acquatici (in particolare stadi larvali di insetti quali Plecotteri, Tricotteri, Efemerotteri e Crostacei: Asellus, Gamarus,ecc.), da invertebrati terrestri (in particolare insetti alati catturati alla superficie dell’acqua con la caratteristica “bollata”) e da pesci (in particolare sanguinerole, vaironi, scazzoni, giovani della stessa propria specie, triotti,alborelle). Gli uni e gli altri vengono assunti in proporzione grandemente variabile a seconda dell’età del soggetto, del momento stagionale e, soprattutto, dal contesto ambientale. Così in generale gli invertebrati tendono a prevalere nettamente nella dieta della Fario sino a formarne la quasi totalità soprattutto nei corsi d’acqua più esigui. La Fario si nutre più attivamente di notte e nelle fasi crepuscolari che non in pieno giorno.

Riproduzione: ha luogo in acque basse e ben ossigenate, ad una temperatura compresa fra i 5 e i 10 ° C circa, da ottobre (nelle località più elevate e più fredde) a febbraio, talvolta fino a marzo. E’ preceduta di regola dalla risalita dai luoghi di dimora abituale verso tratti di corso d’acqua posti più a monte. La deposizione delle uova ha luogo, in più riprese, in depressioni di 10-20 cm. scavate dalla femmina su fondali ghiaiosi; le uova ( 1.000-2.000 per Kg. Di femmina, del diametro di circa 5 mm. , di colore aranciato o giallastro), vengono immediatamente fecondate dai maschi e quindi ricoperte di ghiaia dalla femmina. La maturità sessuale viene raggiunta in 2-3 anni.

     


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